Etf: conosci il rischio sovrapposizione?
Data pubblicazione: 25 marzo 2026
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- Gli Etf sono strumenti economici, la domanda è crescente e oggi la scelta è vastissima.
- Comprare strumenti di qualità non basta: per investire bene serve un disegno complessivo.
- 2 Etf possono esporre agli stessi rischi pur avendo nomi, indici di riferimento e obiettivi diversi.
SEMPRE PIÙ ETF SUL MERCATO ITALIANO
Etf, Etc ed Etn quotati sul segmento ETFplus di Borsa Italiana

Fonte: Borsa Italiana, dati al 31 dicembre di ogni anno
Negli ultimi anni, il successo degli Etf è aumentato sensibilmente. Sia a livello globale sia in Italia. Secondo l’ultima ricerca People & Money condotta da Blackrock in collaborazione con YouGov (1) – che copre 15 mercati (tra cui l’Italia) e raccoglie le risposte di oltre 40.000 partecipanti – gli investitori in Etf in Italia sono passati da 2,1 milioni nel 2022 a 2,4 milioni nel 2025: si tratta del 5% della popolazione adulta e del 14% del totale degli investitori italiani.
GLI INVESTITORI IN ETF OGGI

Fonte: BlackRock, ricerca People&Money (novembre 2025)
Dietro la passione per questi strumenti passivi a basso costo, che replicano tipicamente l’andamento di un indice, ci sono i costi ridotti e la semplicità dell’investimento. Gli Etf – acronimo di Exchange Traded Fund e parte della più ampia famiglia degli Exchange Traded Product, che comprende anche Etc ed Etn –permettono infatti di investire, con un unico acquisto, in un paniere diversificato di titoli. Trattandosi di strumenti passivi, le commissioni di gestione sono inferiori rispetto a quelle di prodotti – come i fondi comuni – in cui è previsto l’intervento di gestori attivi.
Naturalmente, l’offerta segue la domanda: sul mercato Etfplus di Borsa Italiana, a fine 2025 si contavano oltre 2.220 strumenti quotati tra Etf, Etc ed Etn, rispetto ai 1.101 di dieci anni prima.
Come orientarsi in un mercato sempre più ricco di possibilità?
E ce n’è davvero per tutti i gusti: Etf azionari tematici (su Intelligenza Artificiale, Difesa, fattori ESG fra le altre cose), prodotti focalizzati sui mercati emergenti o sui mercati sviluppati, Etf fixed income, oppure, come accennato, tutto l’universo degli Etc (Exchange Traded Commodities) e degli Etn (Exchange Traded Notes). Si può investire in questi prodotti in un’unica soluzione, oppure optare per un Piano di Accumulo in Etf, per un ingresso graduale sul mercato. Insomma, la scelta pare veramente sconfinata.
ETF PER TUTTI I GUSTI
Prodotti quotati sul mercato ETFplus di Borsa Italiana per asset class

Fonte: Borsa Italiana, dati al 31 dicembre 2025
Ma è proprio qui che potrebbe sorgere qualche problema. Ed è del tutto normale, se ci pensiamo: con l’esplosione dell’offerta e la disponibilità di strumenti di qualsiasi tipo, è diventato sempre più difficile orientarsi e scegliere bene.
Specialmente per chi non si occupa di investimenti a livello professionale (leggi: l’investitore retail), c’è il rischio concreto di incappare in sovrapposizioni o di creare inconsapevolmente un portafoglio troppo concentrato su determinate aree geografiche, scadenze o settori. Facendo venir meno la promessa di diversificazione su cui si basa il successo degli Etf.
Non tutti sanno infatti che due Etf possono esporre agli stessi fattori di rischio pur avendo nomi, indici di riferimento e obiettivi dichiarati differenti. Questo può portare a una concentrazione non intenzionale, che diventa più evidente soltanto in determinate fasi di mercato. Lo stesso vale per l’universo obbligazionario, dove Etf con caratteristiche simili in termini di durata, tipo di emittenti o area geografica possono contribuire a un’esposizione meno equilibrata di quanto previsto.
Un portafoglio equilibrato è fatto di strumenti che “si parlano”
Insomma, tenere i costi sotto controllo resta un elemento fondamentale, e gli Etf rappresentano una soluzione ottima da questo punto di vista. Tuttavia, l’efficienza del singolo strumento non è sufficiente a garantire che il portafoglio nel suo complesso sia coerente con gli obiettivi dell’investitore.
Ogni decisione di investimento dovrebbe far parte di un disegno complessivo. È vero che ogni strumento ha caratteristiche diverse e aggiunge un’esposizione specifica, ma il risultato finale dipende dall’interazione fra tutte le componenti del portafoglio. Proprio come in un’orchestra, dove ogni singolo musicista ha il suo ruolo, ma alla fine a determinare l’armonia è la capacità di coordinarsi e suonare insieme agli altri.
Funziona allo stesso modo nel mondo degli investimenti: un portafoglio equilibrato non è una sommatoria di prodotti di qualità, ma il frutto di una selezione ragionata di strumenti in grado di bilanciarsi e compensarsi a vicenda, anche (e soprattutto) quando le condizioni dei mercati diventano più sfidanti.
Senza una visione complessiva, anche prodotti finanziari di qualità possono produrre risultati che non riflettono gli obiettivi di partenza. In un mercato ricco di possibilità, scegliere bene significa soprattutto saper collocare ogni scelta all’interno di un quadro coerente, in linea con gli obiettivi e con il profilo di rischio del singolo investitore.
(1) https://www.blackrock.com/it/consulenti/literature/brochure/people-and-money-Etf-italy.pdf, novembre 2025
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